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Vino Toscano
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Il Vino Toscano
Questo paragrafo contiene un breve articolo del prodotto... "Il Brunello di Montalcino DOCG"http://www.agricultura.terresiena.it/index.asp?cat=prodotti_lista&lang=it&id=1&idprod=1
Il Chianti, Il Vino Eterno Dagli
Etruschi al “Barone di ferro”... La derivazione
della parola Chianti, secondo un documento del 790 della Badia di San
Bartolomeo a Ripoli , è di difficile identificazione: probabilmente è
un’evoluzione dal latino clangor , ossia strepito o squillo tipico
nei fitti boschi risonanti di trombe per cacce nobiliari e strida di animali.
Ma c’è chi, tra i glottologi, rimanda ad un’origine etrusca del nome. Terra di grandi
vini, grazie anche ai monaci che disboscarono e piantarono viti sui terreni
che circondavano le abbazie e grazie agli stessi contadini che ne perpetuarono
la coltivazione. Il Gallo Nero
come distintivo delle bottiglie fu adottato per la prima volta dal Consorzio
Marchio Storico Chianti Classico fondato da trentatré produttori a Radda
nel 1924. Risale al 1967 il riconoscimento della DOC e nel 1984 è
stata ottenuta la DOCG .
C'è
Chianti e Chianti DOC nel ’67,
innalzato a DOCG nel ‘84, il Chianti copre una vasta zona della Toscana
centrale al cui interno si trovano le seguenti sottodenominazioni: Colli
Aretini , Colli Fiorentini , Colli Senesi , Colline
Pisane , Montalbano , Montespertoli e Rùfina . Una denominazione
però non sancisce soltanto la provenienza da un determinato territorio, ma
anche il rispetto di tutte le regole previste nel disciplinare di produzione. L’elemento
comune che contraddistingue la maggioranza dei vini rossi toscani è il Sangiovese
, ossia un vitigno molto difficile da coltivare che si caratterizza per
un’acidità molto elevata, dei tannini decisi ed un colore rosso rubino. Infine: i 90
quintali massimi di resa in uva per ettaro nel Chianti , si riducono a 80
nel Chianti con riferimento alle sottozone e a 75 nel Chianti
Classico ; i primi due vini possono essere immessi nel mercato dopo il
primo marzo dell’anno successivo alla vendemmia, il Chianti Classico
dopo il primo di ottobre, mentre per le Riserve servono almeno 24 mesi.
Le differenze
sopra elencate ed altri precisi parametri chimico-fisici di queste DOCG fanno
del Chianti Classico un vino mediamente più morbido e strutturato e più
vocato ad un medio e lungo invecchiamento, soprattutto nella categoria Riserva
. Il Chianti può essere consumato soprattutto come vino giovane,
fresco e gradevole al palato, con l’eccezione di alcune Riserve che
si presentano con un carattere più importante. Interessante
notare il recente recupero della tipologia " Superiore " per
il Chianti che, riducendo a 75 quintali le rese massime in uva per
ettaro, richiedendo il rispetto di più restrittive caratteristiche
chimico-fisiche e prolungando il periodo d’invecchiamento minimo fino al
primo di settembre dell’anno successivo alla vendemmia, permette la
commercializzazione di Chianti di livello superiore! Filippo Bartolotta courtesy by: http://www.terresiena.it
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courtesy by: http://www.terreditoscana.regione.toscana.it/stradedelvino/ita/index-ita.html
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